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Vitale II Michiel

Il 38° Doge 1156-1172

Designato doge nel 1156 dall’assemblea popolare, il Michiel si ritrovò subito tra le mani il problema dalmata.

Il tutto nel quadro di un acuirsi della concorrenza commerciale con Genova sui mercati orientali e un affievolirsi della preminenza veneziana presso il Commeno. Grazie ad una indiscutibile abilità diplomatica, Venezia si vide riconosciuto il controllo ecclesiastico sulla Dalmazia ma ci vollero molti anni e più volte il ricorso alle armi per liberare Zara dalla morsa ungherese.

 

In politica estera, il Michiel schierò Venezia a fianco del papa Alessandro III nella sua contrapposizione con il Barbarossa.

Quest’ultimo armò i comuni di Padova, Verona e Ferrara in funzione anti-veneziana ma le forze marciane ebbero facilmente la meglio.

In seguito il Michiel fu molto abile nel neutralizzare l’escalation che il Barbarossa impresse alla situazione coinvolgendo Pisa e Genova nella sua ostilità alla repubblica veneta. In seguito alla vittoria del Michiel sul filogermanico patriarca di Aquileia, a Venezia viene istituita la festa del giovedì grasso.

La Repubblica aderisce ufficialmente alla lega anti Barbarossa che nel dicembre del 1167 giura a Pontida.

Quando, in seguito all’aggravarsi della conflittualità con Bisanzio, Venezia scelse non la diplomazia ma l’opzione militare e lo stesso Michiel si pose senza indugio al comando di una imponente flotta militare.

Errori di strategia militare e un’epidemia di peste che strazia gli equipaggi veneziani impediscono i vantaggi sperati.

Al suo ritorno in patria, gravato dall’esito sfavorevole della missione, il Michiel finì assassinato da tal Marco Casolo.

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