agosto: 2017
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Venezia Varsavia.

Bernardo Bellotto nasce a Venezia nel 1721. Talentuoso figlio d’arte, lo zio al quale deve la formazione al mestiere è nientemeno che Antonio Canale detto Canaletto, Bellotto viene subito riconosciuto nelle sue virtù artistiche e a soli 17 anni risulta già iscritto alla corporazione dei pittori veneziani. Dopo l’apprendistato veneziano, viaggia a lungo, prima in Italia (fondamentale il suo viaggio a Roma assieme allo zio nel 1742), poi all’estero al servizio delle maggiori corti europee (Dresda, Vienna, Monaco).

Magnifiche sono le sue vedute di città europee caratterizzate da grandi dimensioni,  dettagli architettonici accurati, luce cristallina e ampia tavolozza cromatica.  L’attenzione fotografica di Bellotto, precisa e nitida, lo porta a non trascurare i più curiosi particolari della vita quotidiana mostrando, di nobili e popolani, le consuetudini e i costumi. Nel 1745, quando il principato bavarese si sfila dalla coalizione antiaustriaca nel corso della guerra di successione, Bellotto è a Monaco; nel 1747, ancora in pieno conflitto è chiamato a Dresda e nel 1758 a Vienna dall’imperatrice Maria Teresa. Proprio da un suo viaggio verso San Pietroburgo, fissò il proprio destino. Fece tappa a Varsavia e vi rimase per sempre divenendo pittore di corte del Re di Polonia, Stanislao Augusto Poniatowski.

Le opere di Bellotto sono rappresentative del momento culminante del vedutismo veneziano, l’espressione artistica che maggiormente segna l’arte europea del XVIII secolo.  Ed è grazie a questa poderosa accuratezza che le sue opere rivestono anche un riconosciuto valore documentale, tant’è che dopo la seconda guerra mondiale le sue vedute di Varsavia furono prese come riferimenti nella ricostruzione della città di Varsavia. Morì in Polonia, sua patria d’adozione, nel 1780.

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