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Tiziano

Tiziano Vecellio, nato intorno al 1490 a Pieve di Cadore, arriva giovanissimo a Venezia assecondando i voleri del padre che ne intuisce le precoci doti pittoriche.
Nella capitale lagunare, i suoi primi maestri sono i fratelli Gentile e Giovanni Bellini. In seguito, non ancora ventenne, si ritrova a lavorare al fianco del Giorgione e alla precoce morte di quest’ultimo ne ultima le opere.
Il suo primo dipinto conosciuto celebra la vittoria della marina veneta sui turchi a Santa Maura.
Sui trent’anni viene riconosciuto come pittore ufficiale della Serenissima, la capitale culturale del tempo che grazie ad una politica di decisa indipendenza dalla Santa Sede attirava i più innovativi intellettuali del tempo.
Tiziano realizza opere di stringente attualità e alcuni suoi lavori sono anche messaggio politici e celebrativi della repubblica marciana.
Conteso dalle corti europee, posano per lui personaggi come l’Ariosto, Federico Gonzaga, Carlo V, il cardinale Ippolito dei Medici, Francesco della Rovere, Isabella di Portogallo.
Si trasferisce a Roma nel 1542 e vi rimane 4 anni.
Rientrato a Venezia, dove stanno emergendo Tintoretto e Paolo Veronese, Tiziano è assorbito dalla committenza imperiale di Carlo V prima e del figlio Filippo poi.
Con l’avanzare dell’età ma in drammatico anticipo sui tempi, accentua il suo stile teatrale con pennellate rapide e colori pastosi dove predominano tonalità marroni e ocra, arriva a modellare il colore con le dita, ad annegare classiche composizioni dentro suggestioni spettrali.
Come il suo amico e maestro Giorgione, nel 1576, muore anch’egli finito dalla peste, senza terminare l’opera immaginata per la sua tomba: la Pietà.

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