Articoli marcati con tag ‘arte e design’
Le Roy
Le Roy è la singolare fusione trono / credenza creata da AL & JO per l’autunno / inverno 2011.
La parte centrale è composta da un’anta con unico ripiano interno e da una seduta.
Le ante laterali, ad apertura simmetrica, sono dotate di pomoli in vetro di Murano e si aprono su due ripiani interni.
Il top in ebano crea la seduta e i braccioli del trono mentre lo schienale e i frontali sono disegnati in resina.
dimensioni cm 210 x 145 x 65 – unique example
Sferzato dal vento cresco come gli alberi più belli
Alban Eiler, equinozio di primavera,
è necessità, pacificazione e risveglio
di un giorno e una notte lunghi uguale.
Alban Eiler by AL & JO
Mobile contenitore. Si compone di 2 cassetti e 3 ante.
Struttura d’appoggio con verniciatura “car frefinish”.
Ripiani in vetro. Pomoli in vetro di Murano.
Overpicturing tecnique and mixed media.
Dimensioni cm 107 x 187 x 37
L’occhiale di Tommaso
Riguardo a Tommaso Barisini, meglio conosciuto come Tommaso da Modena (1326 – 1379), le notizie giovanili sono scarse. Normale per un pittore dagli itinerari eccentrici, da Italia minore. Luoghi come Modena, Bologna e Treviso.
Centrale per la sua attività risulta essere la città di Treviso a partire dal 1352. Sono gli anni immediatamente conseguenti alla grande peste del 1347/48. Le dimensioni apocalittiche della peste portarono alla chiesa immensi tesori da un lato e perdita di credibilità dall’altra. La recente e pacifica conquista di Treviso nel 1339 ad opera di Venezia però, aveva rappresentato per la città lagunare l’inizio di un’espansione territoriale contigua e fondamentale per il proprio consolidamento e la propria sicurezza e, per Treviso, l’inizio di un periodo di prosperità e sicurezza senza pari. Esentata dal pagamento di tasse e dazi, Treviso si lasciava agilmente alle spalle gli effetti mortiferi della peste e si apprestava a diventare la cittadina “gioiosa” che ancora oggi è sinonimo di vita libera e leggera.
A Treviso Tommaso da Modena realizza il suo capolavoro. Sono i 40 ritratti di domenicani nella Sala capitolare del Convento di San Nicolò. Un’opera capace di “rifare l’immagine” all’importante ordine religioso. Tommaso mette in fila, con uno stile preciso e realistico, lontano dagli artisti del tempo, chini sulla scrivania, quaranta stimati esponenti dell’ordine, fissati ognuno in un gesto caratterizzante e dotati da un’espressività di forte valenza psicologica.
L’opera si può apprezzare per la stupefacente maestria e può risultare interessante valutarla alla stregua del reportage fotografico di una brochure aziendale ante litteram. Sono manager e amministratori delegati, ritratti alla scrivania di una delle fabbriche più importanti del tempo. Oggi lavorerebbero all’ING group o alla Citigroup. Grande espressività, carattere e tanto metodo.
A Treviso, terra liberata, sul confine tra le influenze giottesche di Padova e il linearismo gotico di Venezia, Tommaso da Modena riesce anche in un’operazione da Guinness dei Primati. Tra i 40 ritratti, quello di Hugues de Saint-Cher, domenicano del secolo addietro, si segnala come il primo ritratto che riproduce un uomo con un paio di occhiali. La riproduzione è precisa fin nei minimi particolari e, non contento, con un altro ritratto, Tommaso si assicura meritata menzione per la prima raffigurazione mondiale di una lente di ingrandimento.
Arte e Interior Design: The New Decor
Arte e Design un incrocio tra stili, forme e colori molto interessante. Alla mostra The New Décor, che si tiene nella Hayward Gallery di Londra, una trentina di artisti internazionali, da Mona Hatoum a Ernesto Neto, hanno esposto la propria visione dell’arredamento. L’interior design creato per un’ideale casa d’artista offre allo spettatore un viaggio capace di farci riflettere sui rapporti, le abitudini e la vita dei nostri tempi.
Il legame tra arte e design nel “bagigio” di Simone Micheli
Simone Micheli ha ideato un oggetto d’arte capace di essere anche una componente di arredo. Questa scultura è intrisa di significato, ideata da un processo di analisi che prende in considerazione il mondo matematico e quello filosofico.
Bagigio, nato come scultura è utilizzabile come separè, questo oggetto intreccia due concetti fondamentali: la forma del modulo base, componibile a piacere, è quella del simbolo dell’infinito riprodotto in tridimensionalità, ma è anche una rappresentazione macroscopica di un legame atomico bipolare.
I moduli possono essere bianchi o colorati e si accendono di luce propria, armandosi di fascino e praticità e illuminando gli ambienti con un’atmosfera soffusa.







