AlandJo

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Articoli marcati con tag ‘Al&Jo’

Ultima cena

Giordano Rizzardi

Ultima cena

2010

Astronaut

Con Astronaut proseguono le suggestioni HI POP di AL & JO. Astronaut è l’originale ricetta elettronica racchiusa nel frontale dell’anta e protetta da un velo di resina. Si tratta di un armadio assemblato con studiata casualità e completato con ripiano, asta appendiabiti, ruote di bicicletta, maniglia, piedini d’appoggio e chiavistello.

E’ solo una cassa per l’imballaggio eppure è uno spazio mobile attrezzato con l’interno riccamente foderato e uno specchio ad anta intera.

“…colui che comprende il babbuino contribuirà alla metafisica più di Locke.”

Charles Darwin, Taccuini, 16 agosto 1838

Astronaut,

pezzo unico 2011, serie Hi Pop, armadio/contenitore mobile, dim. cm 60 x 71 x 182

 

 

 

 

Maestro Luca Carlevarijs

Luca Carlevarijs (1663 – 1730), nasce ad Udine quando ancora gli ottomani guidati da Mehmet Köprülü marciavano su Vienna. A Venezia, quando muore a 67 anni, dall’Inghilterra soffiano di già i primi refoli dell’incipiente rivoluzione industriale; everything changes.

Fino all’inarrestabile manifestarsi del suo migliore allievo, l’abbagliante Canaletto, Carlevarijs, si colloca ai vertici del vedutismo veneziano.

Figlio d’arte, Carlevarijs era giunto sedicenne a Venezia. Il suo avvicinamento al vedutismo, si deve alla vicinanza con il famoso “battaglista” Johann Anton Eismann, maestro salisburghese ma veneziano d’adozione.

Portato ad una rigorosa impostazione prospettica, Carlevarijs mette in campo una precisa capacità testimoniale animata da un profondo affetto per la città.

Nel 1703, sotto il dogato di Alvise II Mocenigo, uno dei più tranquilli dell’intera storia della Serenissima, Carlevarijs pubblica un volume con oltre 100 incisioni (solo poche di sua mano) che riscuote un incredibile successo. L’opera dà conto della formidabile e peculiare valenza artistica della città lagunare, delle sue architetture che si riflettono nell’acqua luminosa dei canali, del suo giocoso impianto urbanistico e dei suoi monumenti.

Muore nei primi mesi del 1730,  in perfetta sintonia con una Venezia che, sotto la guida del suo centododicesimo doge Alvise III Sebastiano Mocenigo, vivacchia indifferente al mutare del mondo.

 

Alice

Giordano Rizzardi

Alice

2 fabule

2010

Venezia Varsavia.

Bernardo Bellotto nasce a Venezia nel 1721. Talentuoso figlio d’arte, lo zio al quale deve la formazione al mestiere è nientemeno che Antonio Canale detto Canaletto, Bellotto viene subito riconosciuto nelle sue virtù artistiche e a soli 17 anni risulta già iscritto alla corporazione dei pittori veneziani. Dopo l’apprendistato veneziano, viaggia a lungo, prima in Italia (fondamentale il suo viaggio a Roma assieme allo zio nel 1742), poi all’estero al servizio delle maggiori corti europee (Dresda, Vienna, Monaco).

Magnifiche sono le sue vedute di città europee caratterizzate da grandi dimensioni,  dettagli architettonici accurati, luce cristallina e ampia tavolozza cromatica.  L’attenzione fotografica di Bellotto, precisa e nitida, lo porta a non trascurare i più curiosi particolari della vita quotidiana mostrando, di nobili e popolani, le consuetudini e i costumi. Nel 1745, quando il principato bavarese si sfila dalla coalizione antiaustriaca nel corso della guerra di successione, Bellotto è a Monaco; nel 1747, ancora in pieno conflitto è chiamato a Dresda e nel 1758 a Vienna dall’imperatrice Maria Teresa. Proprio da un suo viaggio verso San Pietroburgo, fissò il proprio destino. Fece tappa a Varsavia e vi rimase per sempre divenendo pittore di corte del Re di Polonia, Stanislao Augusto Poniatowski.

Le opere di Bellotto sono rappresentative del momento culminante del vedutismo veneziano, l’espressione artistica che maggiormente segna l’arte europea del XVIII secolo.  Ed è grazie a questa poderosa accuratezza che le sue opere rivestono anche un riconosciuto valore documentale, tant’è che dopo la seconda guerra mondiale le sue vedute di Varsavia furono prese come riferimenti nella ricostruzione della città di Varsavia. Morì in Polonia, sua patria d’adozione, nel 1780.

Il Fausto tuffatore

Giordano Rizzardi

Il Fausto tuffatore

I Circensi

2010

Le Roy

Le Roy è la singolare fusione trono / credenza creata da AL & JO per l’autunno / inverno 2011.

La parte centrale è composta da un’anta con unico ripiano interno e da una seduta.

Le ante laterali, ad apertura simmetrica, sono dotate di pomoli in vetro di Murano e si aprono su due ripiani interni.

Il top in ebano crea la seduta e i braccioli del trono mentre lo schienale e i frontali sono disegnati in resina.

dimensioni cm 210 x 145 x 65 – unique example

 

Masina 3

Giordano Rizzardi

Masina 3

I circensi

2010

Sferzato dal vento cresco come gli alberi più belli

Alban Eiler, equinozio di primavera,

è necessità, pacificazione e risveglio

di un giorno e una notte lunghi uguale.

 

Alban Eiler by AL & JO

Mobile contenitore. Si compone di 2 cassetti e 3 ante.

Struttura d’appoggio con verniciatura “car frefinish”.

Ripiani in vetro. Pomoli in vetro di Murano.

Overpicturing tecnique and mixed media.

Dimensioni cm 107 x 187 x 37

Bottega artigiana contemporanea

 

When craft knowledge combines design in limited edition, it originates incomparable and functional works of art .

Unique objects which speak their own personality, artefacts that unveil the alluring side and cultural references of their owner.

In Al & Jo we make bespoke pieces of furniture and collections comprising a very limited number of exemplars.

Pieces which catch your eye and draw admiration, but at the same time are perfectly suitable to being used in everyday life.

They interpret the rare balance between beauty and functionality AL & JO  works  are among those privileges whose value come from their capacity to be significant.

 

Attorniati da masse soffocanti di consimili uniformi e annoiati, la ricerca della distinzione si fa necessità.

Dalla contaminazione tra vecchi saperi artigiani e visioni contemporanee, in AL & JO prendono forma oggetti trasmittenti valori che trascendono la loro funzione: sono mobili come pezzi unici, realizzati su commissione e collezioni in edizioni limitatissime.

Sono pezzi da ammirare e usare quotidianamente con naturalezza, che evidenziano in primis, la cifra seduttiva del committente e i suoi riferimenti culturali.