aprile: 2017
L M M G V S D
« apr    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001.

Sebastiano del Piombo, il più bel fratazo di Roma

Venezia 1485 – Roma 1547.
Sebastiano Luciani detto del Piombo, si avvicina all’arte suonando il liuto.
Alla pittura, si accosta come allievo di Giovanni Bellini e subito poi del Giorgione.
A Roma ci arriva venticinquenne, in un tempo artistico permeato dalla rivalità tra Raffaello e Michelangelo. Ma se con Raffaello, Sebastiano litiga, con Michelangelo prende vita un rapporto personale che segnerà tutta la vicenda artistica e umana di Sebastiano Luciani, non ancora “del Piombo”.

Come romano adottivo ma figlio di Venezia, Sebastiano del Piombo unifica le due eccellenze rinascimentali in una pittura emotiva che gli proviene dal tonalismo del Giorgione, da quelle luminosità veneziane che nelle sue opere irrompono improvvise come un assolo strumentale, il tempo necessario a profilare un soggetto sullo sfondo caricandolo così di significati. Sebastiano raggiunge questo pathos, accorpando l’impianto spaziale e i colori del Giorgione con le forme potenti dei personaggi di ispirazione neo classica.

Straordinario artista e superbo ritrattista, posarono al suo talento, fra altri, Andrea Doria, papa Clemente VII e Cristoforo Colombo. Qualità eccelse che lo fecero scambiare con il Giorgione prima e per il Sanzio poi e quando nell’aprile del 1520 muore Raffaello, la città pontificia riconosce in Sebastiano, il più grande artista della città.
Nella sua straordinaria Pietà che prende le mosse da un cartone di Michelangelo, Sebastiano impasta, dentro una scenografia cruda, una madre possente e sola che piange il figlio morto.
Nel 1527 Roma subisce il Sacco lanzichenecco e Sebastiano ripara a Venezia. Nella città eterna cala un velo mortifero, la popolazione si assottiglia per più della metà
Sebastiano riappare a Roma 2 anni dopo e da papa Clemente VII ottiene la carica di piombatore pontificio, con l’obbligo di indossare la tonaca di frate.
Con l’avanzare degli anni rompe l’amicizia con Michelangelo e limita ddi molto la sua attività godendosi la conquistata ricchezza. In prossimità della fine, come a voler scontare un eccesso di vita gioiosa, per il suo funerale predispose l’assenza di cerimonie e la devoluzione ai poveri dei suoi beni.

Lascia un Commento