aprile: 2017
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Ottone Orseolo

Il 27° doge 1009-1026
Ottone Orseolo, figlio del doge Pietro II Orseolo, fu prima eletto co-reggente al trono del padre sin dal 1007, appena quattordicenne, per poi succedergli al ducato ancora quindicenne. Nonostante il voto dell’assemblea popolare il potere rimaneva nella disponibilità di poche famiglie in perenne conflitto tra loro che lavoravano incessantemente a fare della repubblica la propria signoria.
Ottone Orseolo non si dimostrò adeguato al ruolo e resse principalmente in virtù della buona amministrazione interna e della solida rete di alleanze nella politica estera, tessuta dal padre.
2 anni dopo l’ascesa alla carica dogale, sposò la figlia del re d’Ungheria e sistemò i fratelli.
Trascurò però i rapporti con l’impero d’occidente, nonostante fosse figlioccio dell’imperatore Ottone III, e non si preoccupò nemmeno di rinnovare gli accordi commerciali con l’impero.
Nel 1018 organizzò una spedizione contro i pirati croati e fece eleggere i fratelli Orso e Vitale a patriarca di Grado e vescovo di Torcello. L’occupazione delle maggiori cariche spirituali da parte dei suoi fratelli, armò l’opposizione interna che si ribellò e lo costrinse ad un primo esilio in Istria. Richiamato in patria dai suoi sostenitori, in breve tempo recuperò il dogato riconquistando subito Grado e si vide riconoscere la legittimità del patriarcato al fratello Orso dal papa Giovanni XIX.
L’equilibrio era però destinato a rompersi e poco dopo scoppiò contro di lui un’altra rivolta, capitanata da Domenico Flabanico. Ottone Orseolo fu preso e nuovamente esiliato. Dopo questa seconda destituzione, i partigiani degli Orseolo ribaltarono la situazione e richiamarono Ottone dall’esilio a Costantinopoli. Ottone Orseolo morì però, prima di poter rientrare a Venezia.

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