luglio: 2017
L M M G V S D
« apr    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001.

Liss, il tedesco di Venezia

Tra i molti che la Serenissima sedusse con la sua malia circuendoli ancor giovani e rinascendo della loro arte, vi fu anche Johann Liss che nacque tedesco attorno al 1596 ma morì veneziano nel 1630.  Figlio di una coppia di pittori, giunse nella città di San Marco intorno ai 25 anni, similmente a Domenico Fetti di cui ammirò, facendoli suoi, le colorazioni dense e brillanti.

La morte prematura limitò il numero dei suoi lavori, ma fu principalmente grazie a lui e a Bernardo Strozzi, che il 600 veneziano si risollevò, risplendendo nel segno del barocco. Allievo prediletto di Goltzius in quel di Amsterdam, lo studio delle opere di Rubens e dei grandi pittori veneti del Cinquecento completarono successivamente il suo stile. Viaggiò molto, visitando tra le altre, Parigi e Roma e stabilendosi infine a Venezia. Le pennellate larghe, i toni accesi e luminosi che caratterizzano i suoi lavori  specie in quelli più maturi, lo allontanarono dal realismo delle sue opere giovanili e gli conferirono una “veneticità” grazie alla quale ottenne una considerevole popolarità.

Il 600 decretò il tramonto della Spagna e l’affermarsi dei paesi del nord Europa. Nel 1620 l’Inghilterra edificò la sue prima colonia americana, la Svezia acquisì un ruolo egemone nel Baltico e l’Olanda un considerevole peso economico e commerciale. In questo quadro, attraverso l’opera di artisti come Liss e in virtù della sua immutata capacità di attrazione, Venezia attenuò gli effetti della sua calante forza commerciale con una rinnovata centralità artistica.

Nell’anno di elezione a doge di Nicolò Contarini, l’ennesima epidemia di peste portò con sé più del 30% della popolazione lagunare, tra cui anche Johann Liss. La fine di quella epidemia si festeggia ancora oggi con la Festa della Salute.

Lascia un Commento