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La principessa, il drago e Pisanello

Lavorò per il Doge per il Papa, le migliori corti d’Italia e il Re di Napoli. I migliori scelgono i migliori diceva una pubblicità dell’Enel e se si fosse riferita al Pisanello avrebbe avuto ragione. Antonio di Puccio Pisano detto Pisanello (1395 – 1445 ca.) è stato tra i più grandi esponenti del Gotico internazionale e resta uno dei più grandi pittori di sempre. Pisanello è uno di quelli che hanno fatto grande l’Italia quando l’Italia ancora non c’era e forse proprio per questo funzionava. Specializzato in grandi affreschi e medaglie a tutt’oggi insuperate, aveva un particolare talento nei disegni dal vero di personaggi e animali. Svezzato da Stefano da Verona, fu consacrato ai vertici dell’arte nel riconoscimento dell’altro mostro sacro del tempo Gentile da Fabriano tanto da ereditarne i ferri del mestiere. Nelle poche righe per cui può avere un qualche senso scrivere di queste cose in un blog, se non per ristabilire le corrette proporzioni tra le straordinarie capacità di fare emerse in quel secolo lontano e la produzione artistica odierna, non vale citare qui le sue numerose opere, sempre di incomparabile forza e delicatezza espressiva. Le sue creazioni vivono in un segno evocativo di un mondo fatato dove la natura assurge ad ideale estetico e spirituale. Basterà qui ricordare l’affresco che raffigura San Giorgio mentre si accomiata dalla principessa di Trebisonda per andare ad affrontare il drago. L’affresco venne eseguito per la cappella Pellegrini della chiesa di Santa Anastasia a Verona. La bellezza di San Giorgio surclassa qualsiasi vincitore di casting per Yves saint Laurent. Con adeguata colonna musicale l’opera varrebbe 1000 Harry Potter e con breve didascalia altrettanti piccoli principi.  La consapevolezza del momento che esprimono tutti i protagonisti, animali compresi, rende magistralmente l’intreccio emotivo della tragedia incombente. Alla faccia di chi crede che l’arte o è contro il “bel senso” o non è, Pisanello fu sintonico con gli ideali della sua epoca e ricevette in vita unanimi lodi da letterati, poeti e umanisti. Tutti meritati.

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