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La Casa dei Bolidi: il contenitore dinamico ideato da Massimo Iosa Ghini

Un progetto per suggerire il movimento e la velocità dell’universo dello sport automobilistico: attraverso il progetto Museo Casa Natale Enzo Ferrari e Museo Maserati Arch. con cui la Iosa Ghini Associati partecipava al concorso del 2004, a Maranello, in provincia di Modena, si avvertiva un’aria d’avanguardia futurista di ritorno, o meglio quel sapore “bolidista” che aveva visto il designer bolognese protagonista di una delle correnti più originali del design degli anni Ottanta.

Sì, perchè la Casa dei Bolidi così chiamata non è solo un contenitore fluttuante e dinamico che dà l’impressione di procedere in avanti e di narrare un qualcosa, come nelle più famose manifestazioni della pittura futurista, ma anche di essere un organismo “modellato dal vento”: un corpo vivo, quasi appartenente al mondo naturale e come, tale, mai statico certo, ma ancorato alla terra.

Cinque corpi-involucri a forma di nastro che si modellano fra loro; ma, come per ogni organismo naturale, ancorati a un corpo generatore da cui tutti gli altri prendono le loro direzioni-narrazioni: la casa natale di Enzo Ferrari è il corpo principale da cui prendono vita tutti gli altri, è un corpo storico degno di essere protetto dal suo involucro.

Con la Casa dei Bolidi del 2004 torna il Bolidismo degli anni Ottanta, un futurismo di ritorno che punta a progredire e a narrare il nuovo, ma senza pretendere di distruggere ciò che è pregresso. Un contenitore dinamico e organico che non è un ossimoro.

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