giugno: 2017
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Jaquerio. Il dolore all’ombra delle Alpi

Giacomo Jaquerio ( Torino 1375 – 1453 ) fu il più significativo esponente della pittura tardo gotica del ducato di Savoia e si diede principalmente da fare tra Torino e Ginevra. Figlio d’arte, lavorò in gran parte al servizio di Amedeo VIII di Savoia. “Salita al calvario” è il suo capolavoro. Il titolo va oltre la descrizione del martirio cristiano. Lo splendore di Firenze e Venezia è una favola straniera. Nonostante gli anni siano quelli di Pisanello e Fabriano, a ridosso delle Alpi preme un mondo grigio e severo. La crudeltà e il dolore irrompono nelle espressioni dei vari personaggi che compongono l’opera, visi distorti e ghigni maligni occupano la scena. Al contempo, il suo duca Amedeo promulga leggi contro gli ebrei – in seguito accetterà anche la nomina ad Antipapa. Sarà pur vero che il Piemonte ha fatto l’Italia ma qui di Italia c’è ben poco. Si intravede piuttosto  l’annunciazione di Hieronymus Bosch, il pittore olandese che cent’anni dopo Jaquerio farà, dei volti grotteschi di un’umanità condannata agli inferi, il suo tratto distintivo. L’innocenza è perduta e il paradiso può attendere.

Nel frattempo viene servito l’inferno. Dopodiché nulla sarà più come prima.

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