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Il rifugio di Luigi Nono

Luigi Nono nasce nel 1850, nel pieno della restaurazione austriaca, a Fusina, dove serpeggiando “la Brenta” sbuca nella laguna veneziana. Nell’infanzia si trasferisce con la famiglia nella pedemontana trevigiana manifestando una precoce attitudine al disegno, indusse il padre ad avviarlo agli studi artistici. A 14 anni si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Venezia dove stringe amicizia con Giacomo Favretto e diventa allievo di Pompeo Marino Molmenti.

La sua formazione si svolge dunque tutta sullo sfondo del passaggio tra il dominio dell’ancien regime e l’avvento del nuovo stato unitario. Il veneto sarà annesso all’Italia nel 1866. Venezia non è più capitale di nulla e in Europa Parigi conta ormai 1000000 di abitanti e Londra più di 2000000.

Le sue opere sono improntate a un realismo dalle tonalità intimiste, spesso ispirate a temi di carattere sociale. Viaggiò tra Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Vienna e Parigi. Nel 1888 si trasferì definitivamente a Venezia.  Negli anni in cui l’Italia stringe alleanza con Germania e Austria-Ungheria, Nono partecipa alla Biennale di Venezia e dal 1899 insegna pittura presso l’Accademia di Venezia.

Tra le sue più celebri opere ricordiamo qui “Refugium peccatorum”, oggi custodita nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma. I soggetti sono semplici, piccole case di pietra, siepi, campi, alberi solitari sottili e tranquilli, sullo sfondo di crepuscoli dorati. Con gli anni passò da una visione nitida e ferma delle opere giovanili ad uno stile  maggiormente mosso ed impressionistico. I suoi lavori giovanili (fino al 1880 ca.) restano però, ancora oggi, i più quotati. Muore nella città lagunare nel 1918, al termine della prima guerra mondiale.

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