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Il IX° Doge. Obelèrio Antenoreo

804-832

Il 9° Doge

Esponente filo-carolingio e tribuno di Malamocco, Obelerio si pose sotto la protezione dei Franchi a seguito di un moto insurrezionale andato a male, organizzato in combutta con il patriarca di Grado. Pur in esilio, non smise per questo i panni del cospiratore riuscendo alla fine a ottenere la carica di Doge. Il ducato continuò a vivere tra intermittenti scontri fra fazioni filo-franche e filo-bizantine. Repressa ferocemente l’opposizione filo-bizantina, Obelerio passò da fan accanito dei potenti franchi a fervente sostenitore dell’impero d’oriente, appena la flotta bizantina si profilò alle bocche della laguna. In definitiva, si barcamenava come poteva tra le due superpotenze del tempo. Di lì a pochi anni, il ducato si ritrovò sotto le mire del nuovo re Pipino d’Italia, figlio di Carlomagno. Attaccati da una potente flotta i Venetici si ritirarono a Rivoalto. I Venetici attirarono in un intrico di barene e bassi fondali la pesante flotta franca e grazie a imbarcazioni leggere massacrarono gli invasori nel “canal de l’orfano”. Il buon Obelerio di riconosciute simpatie franche finì deposto e condotto in esilio a Costantinopoli. Salvò la testa perché l’arte dell’intrigo, dell’occupare tutte le parti in commedia lo aveva indotto a procurarsi un co-doge filo-bizantino che era anche suo fratello. Comunque indomito, nell’831 Obelerio riuscì a fuggire da Costantinopoli, iniziando subito a radunare sostenitori, agitandosi per reclamare il trono. Finì catturato dal nuovo doge Giovanni Partecipazio, ucciso e decapitato.

 

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