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Guariento, un esercito di angeli

(circa 1300 – circa 1368)

Nato nei dintorni di Padova intorno al 1300, Guariento diventa presto il più importante pittore della città veneta. I primi documenti che lo riguardano rimandano al 1338, l’anno seguente all’alleanza fra veneziani e Carraresi si riprende la signoria di Padova. E proprio per la cappella privata della Reggia Carrarese, Guariento da vita al ciclo degli Angeli. Nove cori angelici, suddivisi nelle tre gerarchie elaborate dal teologo bizantino Dionigi l’Areopagita e codificati nel De coelesti hierarchia. Gli angeli del Guariento sono figure sinuose e longilinee, un connubio di gusto gotico e plasticità giottesca. Caratterizzati da minuziose acconciature, aspetto nobile e una fissità solenne, gli angeli testimoniano l’influsso veneziano all’interno di un impianto drammatico di straordinaria attrazione emotiva.

Nel 1344, l’anno in cui Papa Bonifacio IX indice una crociata contro i Turchi Ottomani da vita alll’opera principale della sua prima fase del percorso pittorico: il Polittico dell’Incoronazione, realizzato per l’arciprete di Piove di Sacco, Alberto. In Europa si abbatte il flagello della peste, arrivata con navi genovesi in fuga dai tartari. Su Venezia si accanisce anche un possente terremoto. Passata la piaga della peste, nel 1351 Guariento realizza un’Incoronazione della Vergine, per la tomba di Giacomo da Carrara, signore della città tra il 1345 e il 1350. Quando, sotto il dogato di Andrea Dandolo, la Serenissima si rivolse con decisione verso terraferma, Guariento, sempre più attratto dallo stile gotico, realizza la tomba del doge Giovanni Dolfin nella chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo e durante il dogato di Marco Corner, nel 1365 inizia i lavori per il grande affresco all’interno del Palazzo Ducale, con una monumentale Incoronazione della Vergine davanti alle gerarchie celesti.

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