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Domenico Morosini

Il 37° Doge 1148-1155

Membro di una delle più importanti famiglie veneziane, distintosi nell’assedio di Tiro e poi per un ruolo da paciere nello scontro tra l’ex doge e le famiglie rivali, nel febbraio del 1148, l’assemblea elesse al soglio dogale Domenico Morosini, già ambasciatore del doge Pietro Polani.

Alla morte del Polani il Morosini si ritrovò al comando della flotta veneta in guerra con i normanni che riuscì a sconfiggere dopo un lungo assedio all’isola di Corfù e una cruenta battaglia navale.

Dopo la bega normanna, Morosini dovette risolvere per via militare le sopravvenute rivolte istriane, le tensioni interne all’oligarchia veneziana e le velleità anconetane.

Quando l’imperatore valica le alpi nel 1154 e sia il papa che l’imperatore d’Oriente Manuele Commeno concertano per un ridimensionamento della repubblica veneta sulla scena internazionale, il Morosini dispiega una illuminata controffensiva diplomatica che neutralizza ogni intento contrario agli interessi del leone di San Marco.

Di fatto, l’ultimo suo successo in politica estera fu proprio la conferma da parte di Fedrico I Barbarossa degli antichi accordi con la repubblica veneta.

Morì di morte naturale nel 1156.

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