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Domenico Contarini

 

Il 30° doge 1043-1071

 

Conclusosi il dogado di Flabianico, l’assemblea nominò suo successore Domenico Contarini, importante membro di una delle 12 famiglie apostoliche che stanno alla base del mito delle origini della città di San Marco.

Posto dinanzi agli infiniti scontri tra i soliti patriarcati di Grado e Aquileia, il nuovo doge fece valere il principio della netta separazione tra chiesa e stato, un principio che non sarebbe mai venuto meno nell’edificazione e nello sviluppo dello stato lagunare. Nonostante questa fermezza, i rapporti tra Roma e Venezia ebbero a migliorare.

Durante il suo dogado furono pressoché ultimati i lavori nella basilica di San Marco, la chiesa che era un tutt’uno con lo stato veneziano, dove il doge presediva la “pubblica concione”. Il doge istituì anche la nuova figura del procuratore di San Marco, carica che costituirà fino alla fine della repubblica la più elevata funzione a cui un aristocratico potesse ambire.

Il doge dette anche brillante prova di forza, intraprendendo una spedizione militare per sedare la rivolta di Zara del 1062.

L’impresa rinnovò il prestigio internazionale di Venezia e conseguì un miglioramento nei rapporti tanto con l’impero d’oriente che con quello d’occidente. Il dogado del Contarini risulterà essere uno dei più lunghi nella storia della Serenissima. 28 anni sostanzialmente pacifici che portarono stabilità, e consolidarono la buona reputazione internazionale della repubblica marciana. Domenico Contarini morì nel suo letto nella privavera del 1071.

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