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Archivi per la categoria ‘arte’

CLAUDIO PARENTELA ASSEMBLAGE 1703

CLAUDIO PARENTELA

ASSEMBLAGE 1703

DIMENSIONE:  21 cm x 30 cm

fotodigital collage -  ano 2015

http://www.claudioparentela.net

http://claudioparentel.altervista.org

CLAUDIO-PARENTELA ASSEMBLAGE 1407

CLAUDIO PARENTELA

ASSEMBLAGE 1407

DIMENSIONE:  21 cm x 30 cm

fotodigital collage -  ano 2015

http://www.claudioparentela.net

http://claudioparentel.altervista.org

CLAUDIO PARENTELA – ASSEMBLAGE 376

CLAUDIO PARENTELA

ASSEMBLAGE 376

DIMENSIONE:  30 cm x 21 cm

fotodigital collage -  ano 2015

http://www.claudioparentela.net

http://claudioparentel.altervista.org

CLAUDIO PARENTELA – ASSEMBLAGE 139

CLAUDIO PARENTELA

ASSEMBLAGE 139

DIMENSIONE:  30 cm x 21 cm

fotodigital collage -  ano 2015

http://www.claudioparentela.net

http://claudioparentel.altervista.org

Claudio Parentela – Assemblage 1955

CLAUDIO PARENTELA

ASSEMBLAGE 1955

DIMENSIONE:  21 cm x 21 cm

fotodigital collage -  ano 2015

http://www.claudioparentela.net

http://claudioparentel.altervista.org

Claudio Parentela – Assemblage 2015

CLAUDIO PARENTELA

ASSEMBLAGE 2015

DIMENSIONE:  30 cm x 21 cm

fotodigital collage -  ano 2015

http://www.claudioparentela.net

http://claudioparentel.altervista.org

CLAUDIO PARENTELA ASSEMBLAGE 1993

CLAUDIO PARENTELA

ASSEMBLAGE 1993

DIMENSIONE:  30 cm x 21 cm

fotodigital collage -  ano 2015

http://www.claudioparentela.net

http://claudioparentel.altervista.org

CLAUDIO PARENTELA ASSEMBLAGE 1719

CLAUDIO-PARENTELA-ASSEMBLAGE-1719

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CLAUDIO PARENTELA

 

ASSEMBLAGE 1719

DIMENSIONE:  30 cm x 21 cm

fotodigital collage -  ano 2015

 

http://www.claudioparentela.net

http://claudioparentel.altervista.org




Luca Carlevarijs

Luca Carlevarijs (1663 – 1730), nasce ad Udine quando ancora gli ottomani guidati da Mehmet Köprülü marciavano su Vienna. A Venezia, quando muore a 67 anni, dall’Inghilterra soffiano di già i primi refoli dell’incipiente rivoluzione industriale; everything changes.

Fino all’inarrestabile manifestarsi del suo migliore allievo, l’abbagliante Canaletto, Carlevarijs, si colloca ai vertici del vedutismo veneziano.

Figlio d’arte, Carlevarijs era giunto sedicenne a Venezia. Il suo avvicinamento al vedutismo, si deve alla vicinanza con il famoso “battaglista” Johann Anton Eismann, maestro salisburghese ma veneziano d’adozione.

Portato ad una rigorosa impostazione prospettica, Carlevarijs mette in campo una precisa capacità testimoniale animata da un profondo affetto per la città.

Nel 1703, sotto il dogato di Alvise II Mocenigo, uno dei più tranquilli dell’intera storia della Serenissima, Carlevarijs pubblica un volume con oltre 100 incisioni (solo poche di sua mano) che riscuote un incredibile successo. L’opera dà conto della formidabile e peculiare valenza artistica della città lagunare, delle sue architetture che si riflettono nell’acqua luminosa dei canali, del suo giocoso impianto urbanistico e dei suoi monumenti.

Muore nei primi mesi del 1730,  in perfetta sintonia con una Venezia che, sotto la guida del suo centododicesimo doge Alvise III Sebastiano Mocenigo, vivacchia indifferente al mutare del mondo.

 

AL & JO

 

Sebastiano Ricci. Innovare nella crisi.

Nasce a Belluno nel 1659 e muore a Venezia nel 1734. Pochi chilometri tra l’inizio e la fine. Come uno che si muove poco. Viceversa, proprio nei suoi viaggi sta la valenza del suo profilo artistico. Viaggi che lo hanno portato a lavorare in diverse città d’Italia, Austria, Francia e Inghilterra. A Venezia arriva presto e prestissimo le cose per lui si mettono in malo modo, tanto da finire in prigione per il tentativo di avvelenare una giovane che gli aveva dato una figlia, che a quanto pare lui non voleva. Ne esce con un matrimonio forzoso, fuggendo però poi con un’altra, beccandosi in seguito una condanna a morte a Torino, da cui viene di nuovo graziato.

Si sposta di continuo, e lavora nelle più importanti città italiane con commissioni sempre più importanti. Nei primi anni del ’700 è a Vienna, poi ancora a Venezia e Firenze. Nel 1714 è all’opera in Inghilterra e poi in Francia. 20 anni dopo, la morte lo coglie a Venezia, ancora al lavoro.

Le sue opere mostrano riferimenti diversi. Estremamente capace nel simulare qualsivoglia stile, Ricci approfondì in modo continuativo lo studio dell’arte cinquecentesca, sviluppando un tratto pittorico rapido e nervoso. Con un un trionfo di colori irreali, chiari e vividi, con le sue tonalità argentate, fu il primo a riprendere gli stilemi del Veronese, ponendosi come anello di congiunzione tra quest’ultimo e il Tiepolo. La sua è un’arte ariosa e brillante che rifugge l’introversione meditabonda e i toni cupi. I colori del Ricci fanno meraviglie, i volti ritratti si aprono spesso in luminosi sorrisi.

La perdita crescente di centralità commerciale indebolisce Venezia anche sul fronte artistico. Con il Ricci, la città si riconnette all’Europa, stravolge un futuro prossimo che sembra già scritto. Lui è un pittore veneto itinerante, il primo virtuoso viaggiante. Gli riesce il miracolo di imporre a Venezia come a Londra, Parigi e Vienna lo stesso stile innovativo, fatto di effetti di luce e di colori chiari. Le basi per i futuri trionfi pittorici del Tiepolo sono pronte.

 

AL & JO