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La bolla dei tulipani

Dicono che nella storia del capitalismo sia stata la prima. Tutta colpa dei tulipani. Chissà com’è, ma agli olandesi i tulipani piacevano di brutto. Non che tutto quel che arrivasse dalla Turchia fosse fantastico. I tulipani però avevano grazia e mistero, all’uomo le cose belle piacciono e si mise in moto una gara tutta olandese per  il possesso dei tulipani più rari. Il risultato fu che i prezzi presero a salire. I Tulipani erano arrivati in Olanda nel 1562 e 50 anni dopo, un solo bulbo, con un po’ di marketing dietro, poteva toccare con facilità un migliaio di fiorini olandesi. Non sembra vero ma è vero. Considerando che un reddito annuo medio viaggiava sui 150 fiorini l’anno… sono più di 6 anni di lavoro. Niente male ma si poteva fare meglio e infatti nel 1635, il number one dei tulipani fu venduto per 6000 fiorini. Poteva continuare in eterno? Certo che no. L’economia vogliosa durò ancora 2 anni e poi la bolla scoppiò. In soli due giorni il valore dei tulipani perse il 90%, tanto da pareggiare il valore di una cipolla. Effetti speciali, panico e miseria. Lo choc da collasso innescò un periodo di depressione e le conseguenze non le evitò nessuno, nemmeno quei pochi a cui i tulipani non erano mai piaciuti. Oggi l”uomo economico, emblema di razionalità, continua a fare il suo gioco e “l’Uomo” non tocca palla. L’uomo economico contemporaneo gioca pesantemente in borsa e sospesi per aria svolazzano frotte di “derivati”, (si sussurra in misura di 10 volte il PIL mondiale) pronti a caderci in testa; fa un salto da Christie’s (pochi giorni fa), si innamora di una bandiera degli States di Jasper Johns di 45 per 68 centimetri, l’ha vuole a ogni costo e tira fuori 28 milioni 642 mila e 300 dollari. Ora, con tutto l’amore possibile per la pop art in generale e Jasper in particolare: possono stare veramente così le cose?  Quanto può valere allora l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano? 100, 1000 volte tanto? Non è misurabile? E se non è misurabile cosa vuol dire, che non ha valore? Quando si tratta di dare un valore alle cose l’uomo economico è meglio di un barman. Con ragionieristico raziocinio prepara il giusto mix. Un po’ di domanda, un tocco di offerta, shakerare bene, et voilà fatto il valore. Funziona? Comprensibile? Condivisibile? L’uomo economico è andato in default. Sull’altare della ragione abbiamo sacrificato le cose più belle e la vita stessa. Non è forse evidente che l’uomo economico non è per niente razionale anzi, è matto come un cavallo?

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