AlandJo

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Archivio Autore

Gioco

Giordano Rizzardi

Gioco 4

I Circensi

2011

Nicoletto

Niccolò Cassana, soprannominato a volte Nicoletto, nasce a Venezia nel 1659, quando Domenico II Contarini assurge alla carica di Doge. Niccolò Nasce con Venezia impegnata a difendere Candia nello scontro con gli ottomani.

Pittore come il fratello e il padre viene avviato alla pittura da quest’ultimo, pittore genovese formatosi con Bernardo Strozzi,

Da Venezia, a 23 anni si sposta alla corte di Firenze per assumere il ruolo di pittore di ritratti.

Viene successivamente invitato a Londra e approda alla corte di Anne Stuart, ultima sovrana di casa Stuart ma  prima regina del Regno Unito.

Da tempo troppo amico dell’alcol, muore a Londra nel 1714 come la regina che lo ha fortemente voluto e favorito a corte. Sullo sfondo, lo stesso anno, la sua amata Venezia è ancora una volta impegnata nell’ennesima guerra con l’impero Ottomano mossosi alla conquista di Corinto.

Autoritratto

Ritratto del Doge Silvestro Valier

Ritrattto della Dogaressa Elisabetta Querini in Valier

 

Ultima cena

Giordano Rizzardi

Ultima cena

2010

Da Cappuccino a Prete

Bernardo Strozzi, (Genova 1581 – Venezia 1644). La vicenda umana di Strozzi, prende le mosse da una tormentata incubazione che lo vede aderire giovanissimo all’Ordine dei frati minori Cappuccini per lasciarlo ormai ventisettenne. In seguito si rifiuta di rivestire l’abito talare e si libera dell’ordine ma non del soprannome che fa “il Cappuccino”. Da pochi anni Giordano Bruno è finito al rogo per eresia e quelle con il potere religioso non sono mai discussioni tranquille. Sono gli anni di Galileo, la scienza sgomita per liberarsi dalla religione ma quando nel 1625 gli olandesi già fondano New Amsterdan, l’attuale New York, il Cappuccino è ancora alle prese con l’accusa di pratica illegale della pittura. Nel 1630, con la peste che si abbatte virulenta sulle popolazioni del nord della penisola, per non finire frate a vita scappa nell’unica terra dei liberi dell’epoca, la Repubblica di Venezia. Qui lo Strozzi smette di essere il Cappuccino …e diventa per tutti il Prete genovese.

Se nella prima parte della sua attività, i soggetti sono prevalentemente ombrosi e di carattere biblico e religioso (devote tavoline), a Venezia Strozzi assume tonalità e tratti più dolci. Acquista un personale stile assorbendo gli influssi pittorici della repubblica, Veronese, ed europei, Rubens, fondendoli con un crudo realismo. La vita a Venezia risultò essere un terreno fertile per il suo lavoro. La sua fama crebbe dopo un ritratto a Claudio Monteverdi e lo portò ad immortalare molti veneziani incluso il Doge Francesco Erizzo. Morì a Venezia nel 1644, agli albori della guerra di Candia che, dopo un lungo periodo di pace sostanziale, oppose per più di 20 anni l’impero Ottomano alla Serenissima.

Velocipedi

Giordano Rizzardi

Velocipedi

1 Circensi

2011

Maestro Luca Carlevarijs

Luca Carlevarijs (1663 – 1730), nasce ad Udine quando ancora gli ottomani guidati da Mehmet Köprülü marciavano su Vienna. A Venezia, quando muore a 67 anni, dall’Inghilterra soffiano di già i primi refoli dell’incipiente rivoluzione industriale; everything changes.

Fino all’inarrestabile manifestarsi del suo migliore allievo, l’abbagliante Canaletto, Carlevarijs, si colloca ai vertici del vedutismo veneziano.

Figlio d’arte, Carlevarijs era giunto sedicenne a Venezia. Il suo avvicinamento al vedutismo, si deve alla vicinanza con il famoso “battaglista” Johann Anton Eismann, maestro salisburghese ma veneziano d’adozione.

Portato ad una rigorosa impostazione prospettica, Carlevarijs mette in campo una precisa capacità testimoniale animata da un profondo affetto per la città.

Nel 1703, sotto il dogato di Alvise II Mocenigo, uno dei più tranquilli dell’intera storia della Serenissima, Carlevarijs pubblica un volume con oltre 100 incisioni (solo poche di sua mano) che riscuote un incredibile successo. L’opera dà conto della formidabile e peculiare valenza artistica della città lagunare, delle sue architetture che si riflettono nell’acqua luminosa dei canali, del suo giocoso impianto urbanistico e dei suoi monumenti.

Muore nei primi mesi del 1730,  in perfetta sintonia con una Venezia che, sotto la guida del suo centododicesimo doge Alvise III Sebastiano Mocenigo, vivacchia indifferente al mutare del mondo.

 

Aperto

Buon 2012

Alice

Giordano Rizzardi

Alice

2 fabule

2010

Venezia Varsavia.

Bernardo Bellotto nasce a Venezia nel 1721. Talentuoso figlio d’arte, lo zio al quale deve la formazione al mestiere è nientemeno che Antonio Canale detto Canaletto, Bellotto viene subito riconosciuto nelle sue virtù artistiche e a soli 17 anni risulta già iscritto alla corporazione dei pittori veneziani. Dopo l’apprendistato veneziano, viaggia a lungo, prima in Italia (fondamentale il suo viaggio a Roma assieme allo zio nel 1742), poi all’estero al servizio delle maggiori corti europee (Dresda, Vienna, Monaco).

Magnifiche sono le sue vedute di città europee caratterizzate da grandi dimensioni,  dettagli architettonici accurati, luce cristallina e ampia tavolozza cromatica.  L’attenzione fotografica di Bellotto, precisa e nitida, lo porta a non trascurare i più curiosi particolari della vita quotidiana mostrando, di nobili e popolani, le consuetudini e i costumi. Nel 1745, quando il principato bavarese si sfila dalla coalizione antiaustriaca nel corso della guerra di successione, Bellotto è a Monaco; nel 1747, ancora in pieno conflitto è chiamato a Dresda e nel 1758 a Vienna dall’imperatrice Maria Teresa. Proprio da un suo viaggio verso San Pietroburgo, fissò il proprio destino. Fece tappa a Varsavia e vi rimase per sempre divenendo pittore di corte del Re di Polonia, Stanislao Augusto Poniatowski.

Le opere di Bellotto sono rappresentative del momento culminante del vedutismo veneziano, l’espressione artistica che maggiormente segna l’arte europea del XVIII secolo.  Ed è grazie a questa poderosa accuratezza che le sue opere rivestono anche un riconosciuto valore documentale, tant’è che dopo la seconda guerra mondiale le sue vedute di Varsavia furono prese come riferimenti nella ricostruzione della città di Varsavia. Morì in Polonia, sua patria d’adozione, nel 1780.